Giochi reputazionali, antifona del web 3.0

Fine anni ’90: notti intere passate a “costruire” con SimCity. Chi di voi se lo ricorda? E’ stato presumibilmente il primo gioco – offline, chiaramente! –  in cui tu eri il sindaco e avevi l’onere (e il piacere) di costruire una tua città… da zero, con fondi minimi (i diecimila dollari che servivano per costruire le prime casette, una centrale elettrica qualche esercizio commerciale e qualche industria). Seguivano poi “anno dopo anno”, nella ciclicità accelerata del gioco, spese e introiti. La cittadina cresceva e crescevano i problemi da affrontare per il sindaco. Per i più temerari, c’erano anche le “catastrofi” da controllare, incluso un fantasioso Godzilla che buttava giù le costruzioni.
Grafica? VGA credo… Insomma, eravamo agli inizi. Anche l’animazione era praticamente inesistente.
Eppure c’era qualcosa che ti faceva fare le tre di notte.
Qualche mese fa ho iniziato a giocare a Farmville e giusto un paio di giorni fa mi sono registrato da Facebook su Cityville. Sono giochi online, questi di Zynga, integrati nel social network, con una grafica molto ben riuscita e non troppo pesante, a mio parere, in cui sei posto ancora una volta alla prova. In sostanza la prova è legata alla tua “intelligenza finanziaria”, come direbbe Robert Kiyosaki. L’obbiettivo è far crescere una fattoria o una città imparando dalle precorse decisioni ad evitare errori e a coniare strategie vincenti. La cartina al tornasole è un flusso di cassa sano e crescente.
Giochi molto istruttivi, insomma.
Eppure, a tornare con la mente al SimCity di quindici anni fa mi sono domandato quale sia la reale novità di questi nuovi compagni del mio tempo libero e delle mie notti insonni.
La risposta mi è venuta dal web e dalle considerazioni che da un po’ di tempo sto facendo, anche su questo blog.
Farmville, Cityville e tutti gli altri che non ho citato, perchè non li gioco, ma che esistono e si appoggiano a Facebook hanno una particolarità: sono giochi di ruolo e sono allo stesso tempo giochi reputazionali.
Cosa vuol dire? Significa che tu non sei “Tu” e basta, il sindaco, il fattore… Sei uno della community, uno che insieme agli altri partecipa alla crescita di un sistema complesso attraverso i talenti personali e allo stesso tempo mediante le capacità di relazionarsi (web 2.0) e di avere una reputazione a livello comunitario. Quest’ultima prerogativa è già da qualche tempo considerata l’antifona di ciò che sarà il web 3.0, il web reputazionale, ove conta chi sei e quanti contatti hai e allo stesso tempo conta come sei visto da questi contatti. Ecco, sono i cosiddetti “vicini” del tuo fazzoletto di terra in cantiere.
Il web si sta avviando, a passi quanto mai celeri, ad essere uno specchio assai concreto del nostro essere società. Non è più una vetrina ma una parte integrante della nostra vita quotidiana.

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