E fu così che…


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Image via CrunchBase

… il teutonico Ratzinger cadde sotto i colpi non già di una malattia senile, quanto piuttosto della riconosciuta inadeguatezza dinanzi alla liquidità della vita contemporanea.
A poco era servito il suo sbarco su Twitter, solo pochi mesi fa.
Del resto, avendo a suo tempo conosciuto io stesso e di persona l’apparato vaticano e l’imponente figura di Woijtyla, non mi stupisco di come questo teologo, in apparenza tanto rigido, si sia rivelato, in fin dei conti, un mite vecchierello in balia delle correnti.
Woijtyla sarebbe potuto essere – e solo in parte lo è stato – il ponteficie “social” per eccellenza. Ratzinger, di sicuro no.
Mi domando però, a questo punto, se questo nostro secolo non si stia trasformando troppo velocemente in qualcosa di esclusivamente virtuale, tra Matrix e il Grande Fratello al punto che perfino il Vicario di Cristo finisce per esserne inghiottito senza appello.
“Que farai, Pier del Morrone – Que farai Fra Jacovone?” sentenziava nel panico il francescano Iacopone da Todi quando, nel 1294 Celestino V fece “per viltade lo gran rifiuto” di dantesca memoria.
Ma è davvero vile un uomo che riconosce i propri limiti? E quando il limite è la palesata difficoltà di interagire in un villagio globale sociale e internautico tale da estremizzare enfatizzandole tutte le esperienze, positive o negative che siano?
Potrà un organismo come la Chiesa stare al passo con i tempi? In fin dei conti, le stiamo chiedendo di adeguarsi ad una realtà che ci fluisce tra le mani senza che sappiamo trattenerne molto: “and if there’s not tomorrow and all we have is here and now?” si domandavano i Corrs una decina d’anni or sono…
O non è forse che l’immobilità ancestrale della tradizione avrebbe dovuto vincere questo divenire caotico che ci circonda?

La cultura del nuovo millennio, tra musei, biblioteche e internet


English: Courtyard of the Museum of Louvre, an...

English: Courtyard of the Museum of Louvre, and its pyramid. Français : La cour Napoléon du Musée du Louvre, et sa pyramide, à la tombée de la nuit (Photo credit: Wikipedia)

Lo spunto nasce, stavolta, dal dialogo avuto, ieri sera, con il mio nuovo vicino di scrivania: che mondo straordinario sono (o potrebbero essere) le biblioteche italiane. Eh sì, lui lo può dire, essendo straniero.

Peccato, si constatava amaramente insieme, che l’uso maggiore di questi strumenti eccezionali di divulgazione della cultura sia quello di accessi a internet per andare, magari, sui social network.

Penso alle biblioteche antiche, tempi del sapere e custodi della cultura universale e mi domando se esiste davvero, oggi, qualcosa di analogo.

Per quanto riguarda la cultura enciclopedica, sicuramente i progetti “wiki”, primo tra tutti la celebre wikipedia.org, costituiscono una versione rigorosamente digitale e, per di più, sociale dell’illustre antenato di D’Alembert e Diderot.

Resta il fatto che le biblioteche non sono solo contenitori di un sapere enciclopedico e che la cultura non è solo nozionistica.

Insomma, abbiamo trovato l’erede dell’Encyclopédie, ma troveremo mai l’erede della Biblioteca di Alessandria? Potranno, candidati come Google o Amazon vincere le elezioni?

Perché poi – ed ecco di nuovo che torno a quanto commentavo amaramente prima – il disinteresse verso la cultura è generalizzato.

Mi ha stupito non poco, oggi, la notizia dell’inaugurazione di una  nuova “ala” del Louvre a Lens, nel Pas de Calais, a duecento chilometri da Parigi: un tentativo di rivitalizzare una regione mineraria profondamente provata da “questa” crisi, dicono (in realtà non si estrae più carbone da trent’anni). Hollande, tagliando il nastro, ha detto che si tratta di un “pari insensé”…

Creare turismo culturale, tuttavia, a mio avviso, benché favorisca la divulgazione, non comporta la creazione di cultura. Già lo sapevamo, noi, fin da ragazzini, quando, andando in gita scolastica, aspettavamo impazientemente solo il momento dello shopping di rito.

Alla fine, ecco tornare il mio solito adagio: siamo fagocitati da un non pensiero post-consumistico che ci ha minato alle fondamenta ma… che fare?