La Romania e le sue dubbie soluzioni politiche


English: President Traian Basescu at the Gypsy...

English: President Traian Basescu at the Gypsy Festival, Romania 2009 (Photo credit: Wikipedia)

Ho nutriti dubbi sul semipresidenzialismo.

Mi riferisco, evidentemente alla situazione romena attuale e al gioco di forza tra il presidente Basescu e il governo socialdemocratico di Ponta: un braccio di ferro spietato che dimostra, come sempre, l’attaccamento dei politici “latini” alle proprie poltrone e l’incapacità di operare mettendo in opera progetti concreti.

Non hai la maggioranza? Allora cambia la legge elettorale o (come nel caso romeno attuale) cambia il presidente della Repubblica.

Non che Basescu sia un santo e men che meno un fine politico, ma l’avventatezza dei socialdemocratici di governo per cercare di deporlo non ha certo fatto il loro gioco… anzi…

Per deporlo, hanno fatto di tutto, compreso un referendum popolare (perso) a cui si stanno ora drammaticamente riappellando.

Peccato. Sarebbe bello poter parlare, in politica, di programmi e non di poltrone.

Antipolemica


Italiano: Mario Monti

Image via Wikipedia

Leggo sui giornali dell’iniziativa montiana di rendere pubblici i redditi dei ministri e plaudo, evidentemente, all’iniziativa. Leggo, quindi, l’ammontare di tali redditi. Leggo, infine, i commenti dei lettori e resto basito: la maggioranza dei commentatori non fa altro che maledire i nostri ministri perché “ricchi” e ben pochi ne lodano l’onestà nella trasparenza. Meno ancora ne sottolineano come questi signori non siano imprenditori collusi con politica e mafia.

Mi domando cosa ci sia di male ad avere un reddito alto. Casomai è male essersi appropriati dei soldi dei contribuenti, cosa che evidentemente sta facendo quel 73% del nostro Parlamento che non desidera siano pubblicate le proprie dichiarazioni fiscali.

Aggiungo una nota personalissima, legata al fatto che faccio il consulente aziendale per mestiere e so quali siano i livelli economici su cui si lavora quando si è ai vertici di un’azienda: al contrario dei più, infatti, io sono rimasto stupito, al più, da cifre (e da relativi stili di vita) non particolarmente sensazionali.

Fanno eccezione i casi di Severino e Passera, tutto sommato giustificabili dalle loro attività di top management.

Per il resto, mi sembra di poter concludere che il nostro attuale governo è composto di gente che ha saputo mettere a frutto le proprie capacità manageriali e finanziarie. Quello che un po’ dovremmo saper fare tutti noi, no?

E invece, stiamo ad invidiarli perché loro hanno saputo e hanno potuto. Beh, benvenuti nella meritocrazia, signori. Ma come, fino a ieri avete tutti sperato che arrivasse anche il momento della meritocrazia, ed ora che è arrivato sputate addosso ai nuovi governanti?

Cosa distingue un cassintegrato Fiat da uno di questi ministri? Non intendo fare di tutta l’erba un fascio, ma io la vedo così: questi signori hanno saputo costruire e costruirsi qualcosa, investendo ogni giorno su se stessi, rimettendosi in discussione quotidianamente, prendendo impegni importanti, accettando responsabilità pesanti.

A chi dice, ingenuamente, un Paese di poveri deve essere guidato da poveri, rispondo che la competenza e la capacità di queste persone è avvalorata anche dalla loro intelligenza finanziaria.

Abbiamo tollerato troppo a lungo illustri personaggi della politica e dei palazzi che non hanno fatto altro che intascare, li abbiamo giustamente chiamati “furbetti”. Tali sono e tali restano.

Io non sono un dirigente aziendale, ma vedo questo mondo e so che cosa significa fare il manager e avere successo, e so anche quanto è il corrispettivo che le aziende sono disposte a pagare per queste cariche.

Storciamo il naso perché vediamo redditi da 100, 200, 300 mila euro e poi non discutiamo lo stipendio del calciatore del momento che si prende qualche milioncino l’anno per far divertire il popolino?

Cerchiamo almeno di essere coerenti e proviamo ad imparare dagli altri prima di criticarli.

Indignati, giustificazionisti e meteoallarmisti


English: Snow on Stevia in Val Gardena

Image via Wikipedia

Mi guardo intorno e mi rendo conto di essere diventato profondamente scettico su quanto ci raccontano i media. Poi mi capita di parlare con persone più competenti che mi raccontano le stesse cose in modo più scientifico, probabilmente, sicuramente meno allarmistico.

Insomma, sulla stampa e in televisione non si fa altro che esasperare i toni fino all’inverosimile. Ultimo esempio? La neve, questo flagello mai visto alle nostre latitudini (e sì che io ora scrivo da Torino, sede appena sei anni fa di Olimpiadi invernali…). Sento dire che le nevicate ed il freddo di questi giorni hanno fatto sballare i bilanci della regione Piemonte. Scusate, non è che forse il budget era stato fatto in modo miope? In ogni caso, sarà poi vero, tabelle alla mano?

Un secondo dopo, sento dire che al Nord Est non c’è neve e sulle Dolomiti addirittura ci sono le piste chiuse. Poi, siccome esiste anche internet, PER FORTUNA, guardo le webcam della Val Gardena e scopro che la neve c’è eccome.

Allarmismo, desiderio di scoop giornalistico da due soldi a tutti i costi? Forse perché non si sa cosa scrivere, tant’è vero che per quasi un mese abbiamo sentito parlare solo del naufragio della Concordia, anzi per essere più precisi, della hostess moldava misteriosa che era in plancia con Schettino.

Si apre poi il capitolo Grecia, anche lì servito con abbondante contorno di catastrofismo. Nessuno parla realmente di quanto sta succedendo, di come non siano i greci pazzi e corrotti, ma il sistema insostenibile e di come, al di là delle manifestazioni di piazza, la Grecia ce la stia mettendo tutta per uscire dall’impasse.

Io, il 29 giugno c’ero ad Atene, di passaggio per andare nelle Cicladi. Beh, io ho visto. Ho visto quanto basta per provare a comprendere le ragioni degli uni e degli altri e per capire che la verità è sempre nel mezzo: c’erano i lacrimogeni e le facce imbiancate sotto le maschere antigas degli indignati contestatori (che poi si sedevano tranquilli ai tavolini di Monastiraki, meno di 5 minuti da Sindagma). C’era la polizia contestata, espressione di un governo impopolare. C’era infine un parlamento corrotto.

Chi non ha mai vissuto nei Balcani, non può capire cosa significhi corruzione ad ogni livello. Non è come da noi: qui anche nei tempi bui del post-craxismo, nessuno ti ha mai obbligato a dare bustarelle per ottenere (da cittadino) un servizio di base (un documento, una visita medica).

E così, dico io, ci barcameniamo tra indignati, giustificazionisti e meteoallarmisti, senza pensare che, forse, dovremmo far luce in noi stessi, tirarci un po’ fuori dal coro, indagare – per quanto ci è possibile – la realtà che ci circonda, guardandola “dal di fuori”, prima di assumere una posizione piuttosto che l’altra.

Sottolineo: non è che non ci siano ragioni in ciò che dicono gli indignati, non è che non ci siano ragioni in ciò che dicono quanti giustificano l’austerity e l’europeismo, non è che non ci siano in atto cambiamenti climatici importanti tuttavia, o ci mettiamo in testa di partecipare criticamente a questo mondo senza estremizzare, oppure saremo sempre di più vittime di una tendenza catastrofista magistralmente amplificata da questo sistema mediatico apparentemente così paradossalmente democratico che è invece responsabile, con la sua demagogia, della profonda lesione di libertà che viviamo quotidianamente.

La mano di Bruxelles dietro il nuovo governo della Romania?


Victoria Palace

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Caduto dall’oggi al domani il governo di Emil Boc, forse per le manifestazioni di piazza ma più probabilmente per le pressioni politiche interne ed internazionali, anche in Romania arrivano, a quanto pare, le ingerenze di Bruxelles. In modo assai diverso da quanto avvenuto in Italia con Monti, però, perchè il nuovo primo ministro designato da Traian Basescu è nientemeno che il capo dei servizi segreti esterni…

Insomma, così come l’Unione Europea ha ritenuto Monti opportuno per la credibilità economica dell’Italia, ecco che ora sembra proporre Mihai Razvan Ungureanu, un diplomatico, in fin dei conti, come colui che potrebbe riportare un po’ più in alto l’opinione generale su un Paese, la Romania, appunto, vittima di pregiudizi ma anche di giudizi negativi fondati.

Quello che mi risulta difficile da comprendere è, tuttavia, come possa un uomo esterno a partiti ed altre lobby economico-finanziarie creare un governo composto di ex ministri, molti dei quali corrotti e comunque coinvolti in scandli mondani.