Marzo

Veglie mattutine di felicità adorne
Mentre plumbeo il cielo gli uccelli
Cantano allegri tra scrosci di pioggia
Sciogliendo d’inverno mesto il ricordo
 
Vivere mi chiedi Eros: cos’è vivere?
L’Uno nel sogno cercando
Tra luci soffuse che Aurora accolgono
Solitaria e stretta la strada tortuosa
 
Ove mena? Lontano o forse qui stesso
In te ora in me oggi in noi sempre
Travolti giammai sconvolti dall’onda
Di mare oceano burrascosa e lunga
 
Ammaina il saggio la randa all’impeto
Del vento che noi gagliardo spinge
Noi spavaldi al timone della tempesta
Ma quiete resta nei giorni nostri uguali.

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