Anomalie del web sociale

Se è vero che sul web siamo ciò che pubblichiamo, è allo stesso tempo vero che il nostro brand è costruito su quello che seguiamo in ambito social.
La considerazione nasce dalla mia personale recente valutazione dell’evoluzione delle reti sociali che, da cerchie di amici, conoscenti e business partner più o meno reali si sta trasformando progressivamente in una sorta di canale pubblicitario referenziato.
Da un peer to peer o, eventualmente b2b, siamo approdati ad un vero e proprio b2c.
L’ultima prova di questo fenomeno è un articolo del Sole di oggi che annuncia 710 mila followers italiani, tra twitter e facebook, degli istituti di credito.
Un numero, a mio avviso, difficilmente giustificabile quando, nella percezione diffusa delle persone, il web dovrebbe essere un irrefrenabile veicolo di democrazia.

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