Biancaneve o la metafora del regno

Ambrogio Lorenzetti, The Allegory of Good Gove...

Ambrogio Lorenzetti, The Allegory of Good Government, Palazzo Publico, Siena. (Photo credit: Wikipedia)

Eccoci ancora alle prese con un film “natalizio” Disney, una Biancaneve d’eccezione con Julia Roberts nel ruolo della matrigna.

Questa rilettura insolita e meno patetica della melenza fiaba dei Grimm, ne trafigge mortalmente la misoginia che la contraddistingue, mostrandoci finalmente una Biancaneve che si riscatta dimostrando intelligenza e doti non esclusivamente domestiche (vi ricordate la principessa del cartone anni ’40 alle prese con le faccende di casa dei nanetti?).

A proposito, anche i nani perdono la loro connotazione buonistica e si avvicinano di più a qualcosa di realistico.

Ma la cosa che maggiormente mi ha stupito è quella che ho voluto definire “metafora del regno”: vivere – ovvero regnare – è un lavoro duro e presuppone la volontà di percorrere un sentiero in salita senza sotterfugi né “incantesimi” come, per l’appunto, fa la matrigna che, si badi bene, non è propriamente “cattiva”, quanto piuttosto avida, superba e, allo stesso tempo, spiantata.

La vittoria di Biancaneve sulla matrigna rappresenta, perciò, una sorta di rivincita del “buongoverno” sul “malgoverno”, quasi fossimo, più che di fronte al castello del logo della Buenavista, davanti al ben più antico e spettacolare ciclo di Ambrogio Lorenzetti nella Sala dei Nove del Palazzo Pubblico di Siena.

 

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