Crisi, frutta e verdura

Buñol - Tomatina 2007

Buñol – Tomatina 2007 (Photo credit: ale77dan)

Cinquantamila partecipanti (diecimila in più rispetto allo scorso anno) hanno affollato le strade di Buñol, vicino Valencia, per… guerreggiare a colpi di pomodori. La Tomatiña: qualcosa di analogo a quanto avviene, ogni anno, durante il Carnevale di Ivrea, dove i proiettili sono le ben più pesanti arance.

CIRCENSES. Non so trovare un altro termine, in nessun’altra lingua, per identificare il fenomeno, ed è chiaro che i circenses appaiono e spopolano soprattutto in epoche calde. Sì proprio quelli del “panem et circenses“…

A differenza delle manifestazioni propriamente sportive, infatti, i circenses sono un misto di goliardia ed esorcizzazione della realtà. Si tratta di fenomeni prettamente popolari, è chiaro, ma mi viene da dire populisti, perché, in fondo, o c’è una volontà politica diretta o ce ne è una indiretta, alla base di questi fenomeni.

Gli antichi romani sono stati grandi maestri. Sono stati loro, proprio loro, ad inventare il circo come “metodo” per far scaricare le tensioni.

L’aspetto sorprendente, tuttavia, non è tanto che ci sia chi organizza – ieri come oggi – queste cose, quanto il fatto che la partecipazione popolare risulta sempre essere autoindotta. Intendo dire che siamo proprio noi, cittadini, a convogliare frustrazioni ed insofferenze nel desiderio di liberazione che sembrerebbe essere appagato dalla partecipazione ad una qualche guerra dei pomodori.

Ci sono rabbia ed altri sentimenti a lungo repressi nel corso dell’anno e queste carnevalate costituiscono una sorta di valvola di sfogo che, ribadisco la mia posizione, più che imposta è autoimposta.

Ma, insomma, serve o non serve sfogarsi? Molti sedicenti maestri contemporanei ci dicono di andare in mezzo al bosco e gridare, piuttosto che fare attività fisica pesante o scaricare nel sesso la nostra energia. Maestri più antichi ci inducevano al controllo delle nostre pulsioni.

In fondo, credo che gli antichi avessero più ragione dei moderni, non perché dobbiamo reprimere in qualche modo la nostra identità umana. Al contrario, nella sobrietà, nella continenza – come avrebbero detto loro – possiamo trovare i germi di quella libertà di comportamento che altrimenti rischiamo drammaticamente di compromettere.

Banalizzando, i circenses e, più in generale, molte delle cosiddette valvole di sfogo sono le risposte – molto, troppo umane – generate dalle stesse pulsioni a cui replichiamo con il consumismo, con la febbre dello shopping, con la palestra, con il turismo di massa.

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