Vittime della tecnologia

Recife - The frigate Constituição arrives at t...

Recife – The frigate Constituição arrives at the Port of Recife, transporting wreckage of the Air France Airbus A330 that was involved in an accident on 31 May 2009. (Photo credit: Wikipedia)

Durante la mia pausa, seduto a leggere La Stampa, mi è caduto l’occhio su un trafiletto in cui si ricorda la tragedia del volo AF447, avvenuta nel 2009. La storia è quella di un aereo di linea, lo ricorderete, caduto in mezzo all’Atlantico a causa del maltempo.

Oggi si è aggiunta l’indiscrezione, evidentemente proveniente dall’esame ulteriore delle scatole nere, che oltre al difetto del “Tubo di Pilot”, causa scatenante del disastro, ci fu anche l’assenteismo del comandante, “impegnato altrove”, forse con l’amante come Schettino – riporta il quotidiano.

L’aereo sarebbe rimasto in gestione al terzo pilota, trentaduenne ed inesperto che, in preda al panico, avrebbe causato uno stallo. Il comandante, al suo rientro, avrebbe trovato una situazione ingestibile e l’impatto con l’acqua sarebbe quindi stato inevitabile.

Lungi, ora, da ogni moralismo – e chi mi conosce sa bene che è così – ciò che mi impressiona in tutta questa storia è che siamo schiavi e vittime della tecnologia molto oltre la nostra immaginazione.

Quello che, infatti, non ho specificato prima, è il fatto che l’aereo era in volo col pilota automatico e il rientro alla modalità manuale era stato causato da un forte temporale.

Insomma, finché si va in automatico, tutto è gestito e gestibile. Nel momento in cui mancano le condizioni, crolliamo.

Da una parte siamo, probabilmente, sfiduciati per formazione e ormai ci siamo convinti, come dire, che senza macchine non possiamo più respirare. Dall’altra, effettivamente, gestiamo situazioni in cui l’ausilio del computer è talmente grande da risultare necessario.

Solo un paio di giorni fa, mi sono trovato in una situazione abbastanza grottesca, per i tempi che corrono: di fronte all’offerta di un primario operatore di telefonia mobile italiano per un collegamento internet, mi sono sentito rispondere chela rete 3G non è disponibile nel comune di mio interesse.  Naturalmente non posso far istallare una ADSL in un appartamento in affitto ad uso transitorio. Anche gli altri operatori hanno lo stesso problema. E dire che si tratta di una zona turistica, sul lago di Como.

Morale? NIENTE INTERNET. Come fare?

Strano a dirsi, ma, almeno a me, l’assenza di internet pesa più che non quella di altre cose che siamo portati a considerare essenziali.

Ciò è vero perché internet incarna e sviluppa le potenzialità comunicative del nostro secolo.

Non sono convinto che possiamo tornare sui nostri passi e fare a meno della tecnologia e, per quanto possiamo rinunciare ai voli intercontinentali, ai viaggi frequenti in auto o all’alta velocità, saremo sempre più dipendenti dall’uso sociale della rete.

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