Ma chi siamo?

The Son of Man (Magritte)

The Son of Man (Magritte) (Photo credit: Wikipedia)

Stamattina, il post su Facebook di un amico di vecchia data mi faceva riflettere sull’importanza del nome. L’idea era del tipo “nel silenzio comprendiamo chi siamo”.

Gli rispondo, a mio modo, evocando l’ancestrale importanza del nome di Dio nella cultura degli antichi Ebrei e di come la vocalizzazione del trigramma JHW (ciò che appunto definiva una volta per tutte il nome di Dio) era stata seppellita definitivamente insieme con i sacerdoti sterminati ed il tempio distrutto da Tito nel 70.

Aggiungo anche la nota letteraria, ricordando Mattia Pascal, il “Fu” pirandelliano, l’uomo senza identità.

Passano pochi minuti e scopro, nella mia casella email, una allarmante richiesta di aiuto economico da parte di un altro caro amico di vecchia data.

Mi chiede – in inglese – di mandargli 2500€ con la Western Union in quanto è stato derubato di telefono e carte di credito e non può saldare un albergo a Madrid. Sospetto immediatamente il furto d’identità e lo avviso, via Skype, di quanto ho ricevuto.

Al malcapitato, in effetti, è stata usurpata la casella email, nel senso che qualcuno se ne è appropriato, ne ha modificato la password, ha rubato i contatti e cancellato tutti i messaggi. Con non poca fatica (il provider era effettivamente oltre manica) è riuscito a sbloccare la situazione, ma intanto la perdita c’era stata.

Strano che due eventi così diversi e lontani nel loro significato intrinseco originario siano rapportabili ad un’unica considerazione su chi siamo, cosa siamo, come internet ci sta cambiando e quanto la nostra identità virtuale si sovrapponga a quella reale.

Il furto d’identità informatico non è esattamente una cancellazione anagrafica come quella del Fu Mattia Pascal, è più banalmente una truffa bell’e buona. Qualcuno fa phishing, va a pesca, basandosi sulla nostra buona fede e sui non sempre inattaccabili firewall che dovrebbero salvarci.

Fatto sta che viene da pensare che il nostro amico, che stamane ci invitava a riflettere sull’essenza del nome, ha ancora più ragione di quanta non immagini perché, in fondo, non lo sappiamo più davvero, schiacciati tra un mondo di ideali ed ideologie passati e non più accettabili e un mondo nuovo, fondato sul web dove ancora nulla è chiaro, neppure forse le direzioni principali.

 

2 pensieri su “Ma chi siamo?

  1. Pingback: Correggersi, prima di tutto… « Pierluigi Modesti

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