Gli anni passano. Romania di qualche tempo fa.

Mi sono trovato a rileggere un mio post (http://pierluigimodesti.it/2005/02/21/tra-sviluppo-e-poverta/) risalente

Crossing Danube from Romania to Bulgaria

Crossing Danube from Romania to Bulgaria (Photo credit: brewbooks)

addirittura al lontano 2005. Scrivevo dello stare in bilico tra sviluppo e povertà che caratterizzava (e purtroppo caratterizza tuttora) la Romania. Adoperavo parole come speranza ed indignazione.

Parole ancora molto attuali. Più di tutto c’è, però, a distanza di tanti anni, un sincero rammarico dettato dalla consapevolezza che si sarebbero potute intraprendere molte strade costruttive e non lo si è fatto, nella convinzione che il denaro sia l’unico indicatore della ricchezza, senza rendersi conto che, invece, solo con uno sviluppo coerente, diffuso e in grado di garantire una distribuzione equa delle risorse (comprese quelle finanziarie), è possibile ottenere risultati di crescita organica.

Un pensiero su “Gli anni passano. Romania di qualche tempo fa.

  1. Uno dei grandi peccati della societa’ rumena e’ la mancanza di una filosofia di vita che si possa riassumere dal rumeno commune in una semplice frase. La filosofia che riferisco, l’ho identificata personalmente nella societa’ italiana come “Tutti ci dobbiamo vivere” e nelle societa’ slave che si trovino vicino la Romania, come “Natzionalen duh ne se promenia” cioe “Lo spirito nazionale non cambia”. Non ne discuto la qualita’, ma la semplice esistenza di un detto valido per chiunque rumeno.

    Piu’ chiaro: questa storia mostra l’incapacita’ di poter definire il proprio interese – sia personale che nazionale.

    D’altra parte, nella societa’ rumena ci sono ben si dei gruppi di persone che si approfitano in modo sconcertante e clamoroso della stessa societa’ troppo individualizzata e’ senza leadership.

    Secondo me, questo e’ il risultato della mancanza di spiritualita’ della gente comune. Sembra che non ci sono piu’ rumeni che ci credano nel senso e nell’opportunita’ dell’esistenza della giustizia stessa. La societa’ rumena di oggi e’ la prigioniera del Male.

    Dunque, non siamo in grado di chiedere o di aspettare una crescita organica. Finche’ una masse critica dei rumeni (non la maggioranza) individuera’ e diventera’ consapevole dell’ ” perche’ ” della sporcizia morale, del bisogno di Fair Play nella vita e nella societa’, non si possa aspettare un evoluzione organica.

    Secondo me, la societa’ rumena di oggi e’ diventata molto piu’ reattiva invece di essere proattiva. Il massimo assoluto che si possa sperare in una situazione del genere e’ il secondo posto, mai il primo – la copia non puo superare l’originale.

    Bisogna effettuare un cambiamento al livello intimo – mentale, spirituale – per cambiare le cose. Dunque, e’ una cosa difficile e’ a lungo termine.

    Alla fine, una parola di apprezzo per il tuo interesse sulla Romania. Vedo che spesso stai analizzando dei soggetti che coinvolgono la Romania e ritrovo tuo desiderio di aiutare con consigli (e con le altre iniziative).

    Stammi bene, Pierluigi!

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