L’era di Human 2.0

Sorprendente leggere un white paper del PMI (il Project Management Institute), in cui si fa riferimento alle dinamiche di innovazione a livello globale, e scoprire che, a fianco a categorie come le tecnologie mobili e le energie alternative (ovviamente attese), nel mondo attuale – forse, però, non in Italia, mi viene da pensare – l’altra direzione su cui puntare è lo Human 2.0.

Project Management Lifecycle

Project Management Lifecycle (Photo credit: IvanWalsh.com)

La domanda che mi sono posto è, evidentemente, cosa sia Human 2.0. La scoperta è anch’essa sorprendente: stiamo infatti parlando di sistemi di potenziamento del corpo umano.

Insomma, le care vecchie protesi dentarie, gli occhiali, i bastoni e le stampelle si sono bionicizzati, a tal punto che possiamo ben interpretarli come un “upgrade” del corpo umano stesso.

A fronte di amare considerazioni socio-politiche legate al panorama nostrano in merito alla ricerca, tanto pubblica quanto privata – non mi dilungherò oltre -, mi interessa porre l’accento sull’aspetto etico di una propensione così marcata all’attuazione di progetti (di questo, in fondo, stiamo parlando) a connotazione biomedica.

Non siamo molto abituati a pensare che oggi gli accessori per vivere meglio, grazie allo straordinario apporto tecnologico degli ultimi anni, possono essere veramente pezzi dell’ “uomo bionico”. Solo che, a differenza dei sei milioni di dollari spesi per il protagonista del serial anni ’70, il nostro uomo bionico è abbastanza low cost, anche se non proprio a costo zero.

Lo denota il fatto che il Project Management si “accanisca” su questo tipo di argomenti, dato che Project Management significa anche industrializzazione di processo, quindi passaggio dal settore della ricerca al settore della produzione.

Insomma, volenti o nolenti, siamo pronti per la “produzione”. Produzione di occhi bionici, di reni artificiali e di tantissimi altri straordinari apparati che ci permetteranno di migliorare la nostra vita quotidiana, soprattutto di lottare più efficacemente contro molte forme di malattie e disabilità.

Chissà quanto tempo, realmente, occorrerà ancora aspettare per vedere questi ritrovati in vendita in un negozio di ottica o di articoli sanitari. Probabilmente molto. Poco, comunque, se pensiamo che ancora cin

The Na'vi character Neytiri, from the film Avatar.

The Na'vi character Neytiri, from the film Avatar. (Photo credit: Wikipedia)

quant’anni fa si moriva di tubercolosi.

Human 2.0 sarà anche socialità come lo è stato Web 2.0, magari sfruttando il veicolo stesso della rete? Anche questa è una domanda interessante, credo. Potenziare l’uomo nella sua fisicità potrebbe infatti riguardare anche l’accesso alle informazioni in rete direttamente attraverso terminali integrati nel nostro corpo, magari anche “semplicemente” per fare il “tuning” dei “pezzi bionici” montati su di noi.

Scenari forse avvenieristici, ma non troppo lontani dalla nostra immaginazione, grazie anch

e a tanti film recenti.

Certo, sarebbe bello poter avere un “enhanced body” capace di interagire con la natura che ci circonda (come per i Na’vi di Avatar). Peccato che ci sarà anche l’industria bellica a farla da padrona.

Ma, in fondo, è sempre lo stesso nostro mondo che si ripete nelle sue forme di sempre, certo, oggi, esasperate da un tempo che non ci lascia il respiro e che rischia di inghiottirci… ma questo è un altro capitolo.

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