Invitato a Bucarest

Dopo sei edizioni ufficiali (ed una non ufficiale) di Business Hour Meetup, il format da me creato la scorsa primavera, mi è stato chiesto dal team con cui lavoro di intervenire io stesso, per parlare di “quello che so fare”.

Cosa raccontare, insomma… Di cose ne faccio tante…

Poi abbiamo tirato le somme ed abbiamo definito meglio il tema, che sarà “Online, il nuovo offline?”. Una domanda aperta, insomma, con una risposta abbastanza articolata.

Chi mi ha seguito in questi anni sa che sono passato da una lunga esperienza di progettista e consulente informatico a quella del consulente di business. Un percorso azzardato se non fosse stato per due eventi che hanno segnato profondamente il corso della storia.

Il primo evento è stato l’impatto occasionale con LinkedIn, il business social network, preso, all’inizio, per uno dei tanti motori di ricerca per figure professionali su cui registrare il proprio curriculum. Dopo oltre tre anni e mezzo di “militanza” la mia opinione è ben diversa e si è trasformata nella convinzione che le reti sociali rappresentano lo strumento di maggiore eco disponibile in questo momento per le PMI a livello globale e, in certa misura, il maggiore volano per questo settore economico.

La nascita e lo sviluppo del progetto Business Hour sono avvenuti grazie all’apporto essenziale dei miei partner romeni di eCore che un pomeriggio di due anni fa hanno bussato al mio vecchio ufficio di Bucarest di Bulevard Decebal per chiedere consulenza su un loro progetto/prodotto/servizio. La reciproca simpatia si è trasformata in stima e, “step by step”, in assidua collaborazione.

Il secondo evento è stata l’incontro con l’e-commerce, avvenuto nell’agosto del 2009 grazie ai miei amici di Express Apartments, con i quali tuttora collaboro e che mi hanno lanciato inevitabilmente sul campo. Fare advertising di appartamenti in short term rental mi ha permesso di verificare di persona, di toccare con mano, tutti gli strumenti di web marketing attualmente in voga, dal PPC, al SEO, alle affiliazioni, ai blog, alle fan page…

Basta teoria, insomma: era ora di mettere in pratica tutto quanto avevo studiato e visto in dodici anni di vita lavorativa. Preciso: mettere in pratica in prima persona, mettendoci faccia e cuore.

Giovedì parlerò di questo. Non lo farò con una retrospettiva su me stesso. Lo farò invece raccontando il punto di vista che ho a questo punto del percorso e che riassumo nella massima “L’online è l’offline del futuro”. Il mio consiglio è quello di ibridare gli offline attuali, perchè fuori dalla rete e, preciso meglio, dalle reti sociali, ci sarà sempre meno mercato.

La foto? E’ uno “zorse”, un ibrido di cavallo e zebra presente in natura.

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